Archivio per novembre, 2009

Ricordi, ricordi e ricordi!

Tornato da New York, non avevo subito realizzato di non esserne più vita, non mi ero ancora resa conto di cosa avessi abbandonato. A distanza di anni, riguardando e guardando fino a consumarmi gli occhi le foto, ho sentito un vuoto tremendo nel cuore, una nostalgia che non riesco a colmare; ed è proprio ora che mi rendo conto di ciò che ho lasciato.
Mi manca svegliarmi al mattino e guardare fuori dalla finestra i palazzi dalle loro forme e dai loro colori insoliti accarezzati dal sole o avvolti dalle nuvole cupe; mi manca restare quei pochi secondi sporto sulla finestra dell’hotel a vedere i passanti frenetici camminare per la strada; mi manca mangiare la pasta vellutata, ricoperta di cioccolato e riempita di crema del ‘mio amico’ , il cheaper. Mi manca vedere lavoratori che corrono frenetici a destra e a sinistra, turisti disorientati che restano sempre troppo tempo con il nasò all’insù. Che città, ogni spicchio racchiude una storia diversa, una storia magica.
Mi manca attraversare la strada quando c’è la manina rossa che lampeggia e da buon newyorchese ti affretti e passi correndo, prima che decine di taxi gialli iniziano a suonarti.
Mi manca entrare nella metro, seguire la folla nei tornelli, e stare attento, UPTOWN DOWNTOWN, R,W,1,2,3…
Mi manca l’odore dei binari, il calore di quei posti sotterranei e i colori delle stazioni e dell’acciaio lucido delle carrozze; mi manca la voce del capotreno che annuncia le fermate e le linee che intersecano quella stazione e quando alla fine dice “Please close the door”, o la semplice sirena delle carrozze più vecchie.
Mi manca tutta quella gente, della quale ho incrociato per qualche istante lo sguardo: razze diverse, culture diverse, storie diverse. Mi mancano gli occhi di quel ragazzo del ghetto che si teneva stretto stretto tra le mani e guardava con occhi sognanti, venti miseri dollari (per noi) ma per lui un gioiello prezioso, il più prezioso di tutti.
Mi mancano quegli odori che al più possono sembrare “puzze”, odori completamenti diversi che si fondono insieme creando qualcosa di veramente innaturale: l’odore dei tombini, l’odore della spazzatura lasciata sul ciglio della strada durante la notte, l’odore che emanano i baracchini arabi e quelli degli hot dog, l’odore pungente di Abercrombie & Ficht, l’odore delle hall dei musei o dei palazzi, l’odore dell’erba appena tagliata.
L’odore dell’aria di New York.
Mi manca la diversità delle persone e sembra strano anche la diversità dei cibi: giapponese, i tipici panini, la carne, il pesce, gli hot dog ricolmi di ketchup che si trovano dal venditore all’angolo tra una Avenue e una Street, l’insalata di pollo che l’ultima volta era troppo piccante.
Mi manca segnare l’asfalto con la suola delle mie scarpe fino a consumarla, mi manca girare: street avenue avenue street; mi manca percorrere cosi tanti chilometri a piedi fino a non sentirsi piu i piedi e le ginocchia
Mi manca camminare senza meta e senza itinerario per Central Park stupendomi per ogni scoiattolo che incontro, con la voglia di dargli da mangiare e la voglia di immortalare una foto con loro; ogni posto è una nuova scoperta che ti spinge in riflessione ed è proprio qui che ti accorgi che ti senti veramente vivo e che forse senti per la prima volta il tuo cuore battere.
Mi manca il primo giro in barca, la bellezza e il contrasto tra natura e opere umane, una meraviglia unica.
Mi manca il rumore del vento e delle foglie e che ti accarezza la faccia, liberandoti per qualche istante dall’afa; più in là mi manca il rumore del traffico, delle sirene, dei clacson e della musica che esce dai negozi.
Mi mancano le luci e i colori delle strade, delle piazze, dei parchi e dei negozi.
Mi manca ogni singolo spicchio di quella città, ogni spicchio è una piccola città, un piccolo mondo…mi manca New york ❤

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