Una vecchia canzone diceva: "Tu sai tutto sulla realtà del mercato e qui io ammetto di essere negato. Ma a inventare quel che non c’è forse son più bravo di te… Tu hai i soldi, io la fortuna di trovar fiori nella spazzatura. Perchè a trovare quel che non c’è forse son più bravo di te."
E allora lascia perdere i conti e le cifre.
Sai dire quanto amore hai dentro? un chilo? un litro?
Non lo sai, eh?
E allora lascia perdere la matematica.
Inventa quello che non c’è.
Perchè quello che c’è è di tutti.
Ma se riesci a trovare quello che non c’è bhe…allora hai qualcosa di solo tuo. E se qualcun altro vede quello che vedi tu, bhe,..allora hai trovato qualcuno che ti VIVE.
Non lasciarlo fuggire. Fermalo! Vivilo! Scrivilo!
Le storie sono come le persone, Non sono fatte per stare sole. Da qualche parte nel mondo c’è qualcuno che vive una storia che si specchia nella tua. Guardati intorno!
Quel qualcuno non è tanto lontano da te,
E’ l’altra metà del libro.
Non perdere tempo a scrivere altre pagine… Cercalo! il resto lo scriverete insieme.
Perchè non c’è niente di meglio di due storie che s’intrecciano.
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Commenti su: "Tratto dal libro di Giulia Carcasi: “Ma le stelle quante sono”" (2)

  1. ♥.KikkA.♥ ha detto:

    Bellissimo come libro…si l\’ho letto, è una bellissima storia e poi è abbastanza semplice e scorrevole…Appena lessi quel tratto ascoltai la canzone "HERE WITH ME" e lo ricordo ancora…è proprio vero: le storie sono come le persone, o meglio…le storie SONO le persone! quante volte sono assurde, impossibili, sdolcinate, romantiche, tristi, spaventose, comiche…questo perchè una mattina qualcuno si alza e dice: voglio mettermi in gioco, provare nn costa nulla.Tempo fa lessi su qualche ipertesto web questo:I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell\’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari. Certe volte si pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, si sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci.Tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perchè fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero. Come l\’11 e il 13, come il 17 e il 19.. Se si ha la pazienza di andare avanti a contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. Ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli. Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in altri due gemelli, avvinghiati stretti l\’uno all\’altro.In poche parole ciò che è veramente importante a volte lo abbiamo così vicino da non accorgercene nemmeno…Già che mistero. Alla fine il mistero dell\’amore non si può spiegare…si può solo accettare.E\’ sempre un piacere leggere il tuo blog! Spero di vederti presto qui a Roma perchè mi manchi davvero molto!Ti voglio bene Roby!

  2. Your ha detto:

    e se poi andando avanti ti accorgi ke la tua storia nn puo avere un seguito? se ti accorgi ke la tua storia è troppo inadatta per far sì ke si incroci cn quella di altre persone piu normali di te? se ti accorgi che un finale divertente x la tua storia nn esiste?tvb°

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