Archivio per settembre, 2008

Fine *

Ecco siamo già arrivati a Sabato 13 Settembre. Tra due giorni si riparte nuovamente. Da un lato mi fa anche piacere. D’altra parte non tanto perchè ci sono persone in classe mia che preferirei non vedere ogni giorno per 6 ore consecutive. Che dire…un’estate passata sempre nello stesso medesimo modo se confrontata a tutte le altre. Un’estate che sarebbe potuta essere trascorsa diversamente ma vabbè. Il passato è passato e proprio perchè si chiama passato bisogna lasciarsi tutto alle spalle e guardare avanti. Ma non del tutto perchè alla fine il passato permette di confrontarsi e di rivedere i propri sbagli per migliorare il futuro. Beh non riesco a capire realmente come mi sento se proprio devo essere sincero. Non so se dire che sono felice o se dire il contrario…O forse è più corretto dire: "Si sono felice, ma non come prima!". Tante occasioni per essere felice lasciate nelle mani del vento. Chissà…Certo che però è strana la vita! Ci si impiegano degli anni ad aspettare la felicità e quando arriva dura pochi mesi. E’ come un cristallo di Boemia. Basta una piccola crepa e tutto crolla. In fondo aveva ragione il caro Arthur Shopenauer nel dire: "Nè amare nè odiare: questa è la metà di ogni saggezza." E’ vero a volte per essere felici bisogna essere indifferenti. Ma purtroppo non siamo tutti uguali; c’è chi riesce e chi no. E’ come studiare alla fine. C’è chi è più portato per determinate materie e c’è chi invece ha più difficoltà nel memorizzarle. Oppure quando dice: "L’infelicità è per il nostro animo il calore che lo mantiene tenero." Beh si può dire che anche questo è vero perchè per quanto io possa essere infelice e per quanto mi sforzo di cambiare alla fine il risultato è sempre lo stesso seppur sono consapevole che di colpi sui denti ne riceverò ancora tanti. Mi vedo così strano. E’ come se fossi lassù in cielo e vedessi me stesso. Vedo me stesso come ero in Maggio/Giugno 2008 e vedo invece come sono diventato ora tra Luglio, Agosto e Settembre. Vedo ciò che provavo prima e ciò che provo ora. Vedo in me stesso (e non solo) un profondo senso di sfiducia. E continuo a chiedermi perchè mai non riesco a tornare come prima; perchè nessuno mi aiuta a tornare come prima…felice, pieno di vita. Se si potesse tornare indietro chissà quante cose si potrebbero cambiare. Forse alla fine l’esperimento avvenuto ai laboratori di Ginevra servirà a qualcosa. Magari un giorno l’uomo riuscirà ad avere la tecnologia necessaria per viaggiare attraverso il tempo. Quanti benefici si potrebbero ottenere, quante cose si potrebbero evitare, quanta infelicità si potrebbe risparmiare. Però vabbè dai…Un po’ di ottimismo non fa male. Sicuramente andrà meglio, alla fine non dò tutto per scontato (anche se ho una vaga idea di come andrà). Magari sono solo dei brutti pensieri o paranoie che mi gironzolano in mente dovuti a ciò che ho passato e che ho vissuto in questo periodo. Magari passerò delle vacanze invernali (Natale, Pasqua, Ponte dei morti ecc) migliori quest’anno e non come tutte le altre davanti al pc a piangere oppure a studiare per cercare di liberare la mente dai dolori. Chissà! Anche se devo dire che è meglio fare progetti sull’oggi perchè, da come siamo messi in questo millennio tra guerre, fame e altro, il terreno del domani potrebbe essere troppo incerto per progettare qualcosa. Almeno io la penso così. Eppure se scoppiasse una terza guerra mondiale non mi stupirei sicuramente considerando tutta la cattiveria che c’è in giro. Forse dopo l’uomo si sveglierebbe e capirebbe tutte le cavolate che si stanno facendo. Tanto alla fine per capire qualcosa bisogna andare a sbatterci il muso. Giusto? Magari un pugno di brava gente potrebbe rimboccarsi le maniche e fare la differenza. Boh. Pensieri sparsi come la mia vita…Pagine sparse di un libro sopra una scrivania, illuminata per metà da una luce lenta e offuscata…

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parole e fatti

Ho avuto un periodo della mia vita in cui sentivo il bisogno dentro di chiarire con le persone a cui tenevo alcune questioni in sospeso, dire, parlare, esaurire a parole ogni sfaccettatura di emozione vivibile; razionalizzare, scomporre dettagliatamente per ricomporre nel cassetto delle emozioni senza averle mai vissute veramente, e magari rovinando pure l’eventualità di viverle. E mi sembra di non aver ancora smesso di farlo, se pure mi sono reso conto che non si va da nessuna parte con le sole parole perchè finchè non si sa dove si vuole andare a parare, che senso hanno le parole? Che senso ha chiarire, dire, spiegare? Non c’è nessun senso. Io posso anche dire che sono stato male per qualcosa che uno ha detto o fatto, ma a cosa serve? Cosa voglio significare? Quanto peso ha ciò che diciamo rispetto a quanto facciamo? Nessuno. Non serve parlare. Sono stato dalla vecchietta che abita vicino casa mia oggi. Ormai la considero quasi come una nonna. Dopo settimane che mi proponevo di farlo e rimandavo sempre. Quel quarto d’ora che le ha cambiato la giornata senza tante parole ma con una bruschetta e la compagnia in una domenica sera che inumidisce le ossa e si porta via quest’estate che si fa desiderare. Desideri nella mia testa. Contatti fisici e mentali con chi non vuole condividere più nulla. Dicono che ci vuole tempo. E il tempo fugge e non lo posso toccare. Vorrei afferrarlo, urlargli contro…inutilmente attendo che passi…sperando che tutto quanto passi…le parole sono passate, i miei sentimenti sono ancora qui.

La vita non va come vorresti


E’ proprio vero, la vita non va come vorresti… A me poi capita che ciò che vorrei mi sfugge, e chi mi dovrebbe stare vicino, non riesce a capire che avrei bisogno d’altro. La mia sensazione è quella di precipitare e non vedere la fine, il punto d’arrivo, d’atterraggio.
 
Come si può pretendere da qualcuno un obiettivo importante, se d’altra parte non c’è la tranquillità interiore ed esteriore per poterlo raggiungere? Ma quando si prende una decisione che coinvolge altre persone, la si dovrebbe prendere insieme, non si può decidere dei bisogni altrui, secondo convinzioni che non stanno nè in cielo nè in terra. Non c’è dialogo, non c’è confronto, perchè quando si è convinti di qualcosa, non si riesce a vedere oltre e chi ti sta vicino sta male, soffre decisioni che non sono sue, ma che deve accettare… e che infine accetta suo malgrado, e soffre perchè non viene capito… Anzi neanche viene preso in considerazione. Ci si arriva stanchi, demotivati, alla realizzazione dei propri desideri, che quando si realizzano non sono più desideri, nemmeno lontanamente ricordano in sè il desiderio, perchè ormai sono divenuti obblighi. La tristezza ti è dentro, la mente è stanca, l’iniziativa manca, lenti distorte ti mostrano una vita che non è vita…

Ma ci può essere una luce nel fondo del baratro? 
 
 

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