Archivio per marzo, 2008

NO!!! O forse si ?

Spesso basta poco perchè quello che fino a poco tempo prima reputavamo di scarsa importanza adesso ci appaia di una difficoltà incolmabile, qualcosa che preferiremmo non affrontare piuttosto che cozzarci violentemente contro, accorgendoci troppo tardi di aver lasciato correre troppo a lungo.
Per questo succede: succede che diciamo no.
C’è chi dice no alla solitudine, illudendosi di riuscirci; c’è che dice no ad una relazione, stancamente trascinata per mesi; c’è che dice no al proprio cuore, accordando la precedenza alla ragione. E poi c’è Caterina degli spot pubblicitari, che ha detto no al colesterolo, pur tuttavia ingozzandosi di gelati wafer biscotti cioccolato e quant’altro valsoia.
Ma cos’hanno in comune tutte queste persone? Una semplice parola di un paio di lettere che in dipendenza al momento in cui è detta può cambiare la loro vita in meglio oppure in peggio.
Ma siamo sicuri che dire di no ad una relazione, al proprio cuore, (al colesterolo) sia poi così giusto? E allora perchè ogni tanto non scegliere di dire sì a qualcosa? Perchè non avere il coraggio di mettere in gioco corpo anima e cervello, decidendo momento per momento cosa vogliamo dalla gente, dal nostro futuro e persino dal nostro cuore piuttosto che domandarci in eterno e senza risposta cosa gli altri si aspettino da noi? E’ davvero questo il prezzo che questo tempo impone a noi, di vivere senza certezza alcuna? Allora io dico di sì alla mia vita, dico di sì al mio diritto di essere come mi pare, dico di sì al cibarmi di schifezze una volta tanto e se a qualcuno non sta bene, che orbiti pure fuori dal mio campo gravitazionale. (Ogni riferimento e puramente casuale)
Semplice, no?
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La felicità e l’eccezione

Perchè non siamo mai felici? Cosa ci porta ad aggiungere esperienze, avventure e casini sempre nuovi al nostro bagaglio esperienziale senza curarci minimamente se ciò che stiamo per vivere sia davvero ciò che desideriamo? Spesso e volentieri provochiamo molti più danni dei pochi che a stento eravamo riusciti a prevedere e ad arginare, ritrovandoci sommersi dal fiume in piena del rimorso, del senso di colpa, ed anche della frustrazione, effetto collaterale di una sciocca rivendicazione di autostima; tendiamo sempre ad uniformarci alla media, che sia essa di centimetri di carne o di incontri galanti. Ma se davvero l’eccezione è la regola non è spiegabile perchè essa non riesca a risollevarci dallo stato di apatia dei sensi ma al contrario ci inserisca in un circuito di dipendenza ora dalle forti emozioni, ora dalle basse frequenze, come in un’altalenante mosaico di turbe psicologiche dalle tinte forti. Forse è l’ignoto che spinge l’Uomo a sperimentare, o forse più semplicemente una sorta di horror vacui lo esorta a riempire le sue giornate di impegni, di contro svuotando le nottate di significato. Probabilmente entrambi se si attraversa una fase della vita durante la quale non si voglia lasciare nulla di inesplorato o di vuoto: responsabilità è la parola d’ordine ma, come al solito, è più facile a dirsi che a farsi.

Quanto è importante ascoltare

Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, perché le parole le immiseriscono. Le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella nostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a una grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più che questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov’è sepolto il nostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i nostri nemici sarebbero felicissimi di portar via. E potremmo fare rivelazioni che ci costano per poi scoprire che la gente ci guarda strano, senza capire affatto quello che si è detto, senza capire perché ci sembrava tanto importante da piangere quasi quando lo dicevamo. Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare".
(Stephen King)

Inside Me…

Sono pensieri sparsi, i miei…
Sensazioni accumulate, vagliate e poi quasi dimenticate….
 
Odio l’ignoranza, l’inciviltà e la volgarità della gente che mi circonda.. A volte mi sento quasi un alieno e ho paura che a pensarla come me siano davvero in pochi.. Mi vengono in mente spezzoni delle canzoni di Battiato: "…com’è difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore"…
O ancora: " Ho sentito degli spari in una via del centro, quante stupide galline che si azzuffano per niente ….e sommersi soprattutto da immondizie musicali…."
Ma la "diversità" di pensiero e la coscienza critica non mi spaventano… Anzi, in qualche modo posso ritenermi fortunato…
Diciamo che fra tutte le strade che potevo intraprendere io sto scegliendo quella più difficile, ma che da più soddisfazioni…. Forse non si sceglie.. Semplicemente si seguono le nostre naturali inclinazioni che col tempo diventano esperienze, consapevolezze, modi di vivere..
E forse per soddisfazioni intendo maggiori vie di "salvezza"…. Poichè quando la vita ci riduce all’osso, quando ci fa soffrire, quando sentiamo d’aver perso tutto, è solo dentro di noi che possiamo ritrovare la forza e la voglia per andare avanti… Solo chi possiede un mondo "maturo" dentro sè ha la speranza di farcela in questa vita… Solo chi riesce a stare bene con sè stesso, prima (e solo) che con gli altri, ha la vera forza per resistere ai momenti di instabilità…
A volte detesto il mio carattere, altre volte riconosco in esso grandi qualità… Credo che la verità stia sempre nel mezzo. Non sono un eroe, nè tantomeno uno stolto…

Crescendo

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